Due eventi accaduti negli ultimi due giorni mi fanno riflettere su quanto l'Italia sia in crisi, ma non solo una crisi economica, questa è una crisi di valori, di identità, di dignità, di decenza, di moralità e di onestà.
Proprio oggi su "La Repubblica" : http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/cronaca/ragazzo-braccia/ragazzo-braccia/ragazzo-braccia.html
Leggo la disavventura capitata ad un ragazzo disabile che subisce delle umiliazioni proprio da quelle persone che rappresentano "l'autorità" e da cui il minimo che ti puoi aspettare è il rispetto.
Queste persone a cui il malcapitato si dovrebbe affidare e che gli dovrebbero garantire il suo vivere con gli altri ed in mezzo agli altri senza sentire il peso della sua differenza.
Evidentemente rispettare le regole, le procedure imposte, l'ordine prefissato, non consente eccezioni, non permette elasticità che invece dovrebbe essere propria, a mio avviso, di chi dirige.
Gli altri come reagiscono? Totale indiferrenza, paura e chi minimamente accenna ad intervenire viene quasi quasi minacciato....
Ieri alla posta: fila per pagare bollette, multe,conti correnti ed altro, numeretti per tutti, nienti di più facile per gestire il flusso innumerevole di persone.
Improvvisamente un signore anziano che era in fila, in piedi, con un'aria sfinita, si rende conto che il suo numero era stato già chiamato, pensava di dover guardare il numero scorrere sopra lo sportello anzichè quello che appariva sul display riepilogativo e così per sua colpa, sua colpa, sua grandissima colpa e grave distrazione viene superato dagli altri in attesa.
Dal momemto che era più di un'ora che faceva la fila chiede la cortesia all'impiegata di poter pagare lo stesso la sua bolletta, spiegandole l'accaduto, e scusandosi per la sua disattenzione.
L'impiegata, allora, molto piccata e dopo una bella romanzina all'anziano signore gli concede la "grazia" di pagare il suo bollettino.
Ecco il bello....intervengono simultaneamente due signori che si risentono molto della "cortesia" usata nei confronti dell'anziano distratto accusando l'impiegata di non svolgere bene il suo lavoro, di non avere rispetto per gli altri in fila, che avrebbe dovuto fargli fare la fila di nuovo, aspettando così minimo un'altra ora.
Si alzano i toni, interviene il direttore che sembra totalmente disinteressato, ma che con la sua sola autorevole presenza placa la situazione.
Rimango sconcertata, allibita e disorientata così mi faccio coraggio e vado a parlare con gli "aggressori" cercando di capire il motivo della loro irruenza, in fondo si trattava di una persona che era già in fila, perchè non avere la pazienza, la cura e la sensibilità di accogliere un'esigenza altrui, rispettando ed accettando anche i piccoli errori o le distrazioni e costringedo in questo caso il signore a rifare totalmente la fila.
La loro risposta è stata la seguente:
"Signora mia è proprio per questo che l'Italia va così, perchè non c'è più ordine e rispetto delle regole, tutti fanno come vogliono secondo le proprie idee. Chi sbaglia deve pagare ed il signore in questione doveva rifare la fila."
Mi chiedo, sono questi i reali motivi per cui l'Italia va in questa direzione di aridità o è esattamente il contrario?
Da questi due episodi capisco che proprio l'esigenza di attuare queste logiche esasperate di rigore ci fanno dimenticare l'umanità indispensabile per il confronto, ci vogliono come dei robot pronti a rispondere ai comandi e perdiamo di vista, così facendo, il nostro senso critico, il vero giusto o sbagliato, la nostra sensibilità a fronte di una rigidità che ci priva ogni giorno di più della solidarietà e dell'altruismo che sono alla base della società che vorrei.
Marica
Proprio oggi su "La Repubblica" : http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/cronaca/ragazzo-braccia/ragazzo-braccia/ragazzo-braccia.html
Leggo la disavventura capitata ad un ragazzo disabile che subisce delle umiliazioni proprio da quelle persone che rappresentano "l'autorità" e da cui il minimo che ti puoi aspettare è il rispetto.
Queste persone a cui il malcapitato si dovrebbe affidare e che gli dovrebbero garantire il suo vivere con gli altri ed in mezzo agli altri senza sentire il peso della sua differenza.
Evidentemente rispettare le regole, le procedure imposte, l'ordine prefissato, non consente eccezioni, non permette elasticità che invece dovrebbe essere propria, a mio avviso, di chi dirige.
Gli altri come reagiscono? Totale indiferrenza, paura e chi minimamente accenna ad intervenire viene quasi quasi minacciato....
Ieri alla posta: fila per pagare bollette, multe,conti correnti ed altro, numeretti per tutti, nienti di più facile per gestire il flusso innumerevole di persone.
Improvvisamente un signore anziano che era in fila, in piedi, con un'aria sfinita, si rende conto che il suo numero era stato già chiamato, pensava di dover guardare il numero scorrere sopra lo sportello anzichè quello che appariva sul display riepilogativo e così per sua colpa, sua colpa, sua grandissima colpa e grave distrazione viene superato dagli altri in attesa.
Dal momemto che era più di un'ora che faceva la fila chiede la cortesia all'impiegata di poter pagare lo stesso la sua bolletta, spiegandole l'accaduto, e scusandosi per la sua disattenzione.
L'impiegata, allora, molto piccata e dopo una bella romanzina all'anziano signore gli concede la "grazia" di pagare il suo bollettino.
Ecco il bello....intervengono simultaneamente due signori che si risentono molto della "cortesia" usata nei confronti dell'anziano distratto accusando l'impiegata di non svolgere bene il suo lavoro, di non avere rispetto per gli altri in fila, che avrebbe dovuto fargli fare la fila di nuovo, aspettando così minimo un'altra ora.
Si alzano i toni, interviene il direttore che sembra totalmente disinteressato, ma che con la sua sola autorevole presenza placa la situazione.
Rimango sconcertata, allibita e disorientata così mi faccio coraggio e vado a parlare con gli "aggressori" cercando di capire il motivo della loro irruenza, in fondo si trattava di una persona che era già in fila, perchè non avere la pazienza, la cura e la sensibilità di accogliere un'esigenza altrui, rispettando ed accettando anche i piccoli errori o le distrazioni e costringedo in questo caso il signore a rifare totalmente la fila.
La loro risposta è stata la seguente:
"Signora mia è proprio per questo che l'Italia va così, perchè non c'è più ordine e rispetto delle regole, tutti fanno come vogliono secondo le proprie idee. Chi sbaglia deve pagare ed il signore in questione doveva rifare la fila."
Mi chiedo, sono questi i reali motivi per cui l'Italia va in questa direzione di aridità o è esattamente il contrario?
Da questi due episodi capisco che proprio l'esigenza di attuare queste logiche esasperate di rigore ci fanno dimenticare l'umanità indispensabile per il confronto, ci vogliono come dei robot pronti a rispondere ai comandi e perdiamo di vista, così facendo, il nostro senso critico, il vero giusto o sbagliato, la nostra sensibilità a fronte di una rigidità che ci priva ogni giorno di più della solidarietà e dell'altruismo che sono alla base della società che vorrei.
Marica







