mercoledì, 24 giugno 2009
L'Italia non è un Paese omofobo, questo è quello che spesso sentiamo dire nelle trasmissioni televisive o leggiamo sui giornali da personaggi illustri e quotati, almeno, culturalmente.
Io,mi chiedo, dove vivano queste persone, oltre a passare il tempo sui libri, dimenticandosi spesso della vita reale, dovrebbero ogni tanto affacciarsi dalla finestra per rendersi conto, ad esempio, di quello che è accaduto a Napoli.
E' arrivato il momento che qualcuno si prenda delle responsabilità, rispetto anche alle affermazioni dette.
Non è più accettabile sentire dichiarazioni che non rispecchiano la realtà e non è più ammissibile che il Governo chiuda gli occhi di fronte a certe violenze, è stato emanato il "Decreto Sicurezza" che avrebbe dovuto tutelarci da cosa, ancora non si è capito, a me sembra, invece, che abbia concesso inesorabilmente la licenza di aggredire, di farsi giustizia da soli, ha incrementato lo squadrismo violento,le ronde,i pestaggi e le intimidazioni mancando di rispetto a tutte le diversità e alla dignità delle persone.
Tutto questo è indegno di una società che si definisce civile.
Del resto, non abbiamo neanche una forza politica che si definisca tale da contrapporsi e che denunci un tale abominio, sono passivi di fronte a delle ingiustizie eclatanti e avallano dei comportamenti discriminatori, semplicemente tacendo.
La nostra società è lo specchio della politica italiana, vigliacca e codarda, che consente a un gruppetto di delinquenti razzisti di aggredire e picchiare una ragazza che coraggiosamente era intervenuta per placare un'aggressione contro un gruppo di ragazzi gay, mentre gli altri erano al "cinema" a guardare lo spettacolo!!!
E' vergognoso!!!!!
Il Governo, la politica,i partiti e tutti i cittadini dovrebbere imparare da questa ragazza di Napoli che si è indignata profondamente per dei soprusi che stavano subendo dei suoi concittadini.

Marica
postato da: damaga alle ore 15:35 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1    24 Giugno 2009 - 15:49
 
Colgo l'occasione per salutare la Carfagna.
E per dedicarle un bacione-one-one.
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categoria:sociale